Obesità

L’obesità è una condizione medica caratterizzata da un accumulo di grasso corporeo, con effetti negativi sulla salute.

Diagnostica dell’obesità

Il peso corporeo è costituito da diverse componenti: la massa grassa, la massa magra e la massa ossea. Queste tre componenti sono distribuite diversamente,  in base alla costituzione, all’etnia, all’età e al sesso. Esiste, più precisamente, una diversa distribuzione del tessuto adiposo tra i due sessi: nell’uomo la circonferenza della vita è significativamente maggiore, gli accumuli di tessuto adiposo sono all’interno della cavità addominale; nella donna, il tessuto adiposo si distribuisce a livello gluteo-femorale.

Attualmente esistono varie metodiche per la misurazione della massa corporea, dirette o indirette; le  metodologie dirette, più precise e sofisticate, spaziano dalla semplice misurazione delle pieghe della pelle, al rapporto tra la circonferenza della vita e dei fianchi, fino all’utilizzo degli ultrasuoni, della Tac o della risonanza magnetica nucleare.

Indici antropometrici, indiretti:

  • Il WHR (waist-hip ratio), il rapporto tra la circonferenza della vita e dei fianchi
  • Il BMI (Body Mass Index) o IMC ( Indice di Massa Corporea), dato dal rapporto tra peso espresso in Kg ed il quadrato dell’altezza in metri, rappresenta la misura di più immediato impiego per definire l’eccesso di peso. E’ una metodica poco accurata in quanto non discrimina tra massa grassa e massa magra.Comunemente si intende per  sovrappeso la presenza in un soggetto di un IMC (Indice di Massa Corporea) compreso tra 25e 29.9, mentre l’obesità si definisce su tre diversi gradi di gravità, a secondo del valore di IMC:
    • l’obesità di I° è quella con un IMC tra i 30-34.9 ,
    • l’obesità  di II° ha un IMC tra i 35-39.9,
    • l’obesità di III°  è definita da un IMC superiore a 40.

Indici indiretti:

  • La pesata  idrostatica  consiste nel pesare il soggetto prima in aria e successivamente in acqua. Il soggetto deve essere in grado di espellere tutta l’aria dai polmoni quando è immerso nell’acqua. E’ una tecnica ormai sostituita dalla dexa
  • La DEXA (Dual Energy X-Ray Absorptiometry) è il gold standard per la valutazione della composizione corporea,  permette una accurata distinzione tra grasso addominale (androide) e gluteo-femorale (ginoide).  E’ inoltre una metodica che non presenta rischio radiologico, poiché il raggio fotonico utilizzato è a dose minima.
  • L’analisi plicometrica, misurazione della pliche cutanea
  • Il NIR (Near Infra-Red), utilizza una sonda a fibra ottica. Il metodo è poco costoso, facile, veloce, anche se non ancora sufficientemente preciso.
  • La bioimpedenza, l‘analisi dell’impedenza bioelettrica (BIA) viene fatta con una serie di elettrodi attaccati in vari punti del corpo; si misura la resistenza al passaggio di un segnale elettrico che viaggia nell’acqua dei muscoli e del grasso.
  • La bilancia impedenziometrica,  una normale bilancia con due elettrodi sul piatto che permettono di condurre un debole segnale elettrico lungo il corpo: si tratta di una variante della bioimpedenziometria convenzionale.
  • La RMN permette di discriminare tra grasso sottocutaneo e grasso viscerale

Epidemiologia

L’obesità è una patologia cronica in espansione. Nel 2012, secondo i dati Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), il 31% degli adulti di 18-69 anni risulta in sovrappeso e il 10% risulta obeso: complessivamente  più di quattro persone su dieci risulta essere in eccesso ponderale. Questa condizione cresce al crescere dell’età, è più diffusa tra le persone con più bassi livelli d’istruzione, tra quelle economicamente più svantaggiate. La distribuzione dell’eccesso ponderale ha una maggiore diffusione nelle Regioni meridionali.

Multifattorialità

L’obesità è una condizione multifattoriale, con fattori scatenanti di natura bio-psico-sociale:

  • fattori genetici:  esistono fattori genetici  in grado di regolare la fame e di favorire o meno la capacità di perdere peso e/o di mantenerlo basso; inoltre esiste una vera e propria “obesità sindromica”, ovvero un’obesità all’interno di un quadro di modificazione del DNA, in sindromi quali  la sindrome di Prader Willi, la sindrome di  Bardet- Biedl , la sindrome di Cohenn e la sindrome di MOMO
  • fattori socio-ambientali e sedentarietà: la causa più frequente dell’obesità e del sovrappeso è lo squilibrio energetico fra le calorie introdotte e quelle consumate; si associa un aumento dell’introduzione di cibi calorici ricchi di grassi e zuccheri ( i cibi palatabili) e una riduzione dell’attività fisica, legata alla  sedentarietà
  • cause farmacologiche: alcuni farmaci possono contribuire allo sviluppo di obesità aumentando la fame, riducendo il metabolismo energetico o stimolando la proliferazione delle cellule adipose. Tra le classi farmacologiche più frequentemente coinvolte vi sono gli antidepressivi e i corticosteroidi
  • cause endocrine e metaboliche: esistono alcune rare malattie ormonali che possono determinare obesità come ad esempio condizioni di eccessiva produzione di cortisolo. Le cause endocrine più  frequenti sono l’ipotiroidismo, la sindrome di Cushing, ipopituitarismi ed ipogonadismi
  • fattori psicologici:  esistono forme patologiche di iperalimentazione, favorite da stress o da disturbi dell’emotività, in alcuni casi sono presenti dei veri e propri disturbi del comportamento alimentare quali la sindrome da alimentazione notturna e alcune forme di consumo compulsivo di cibo (binge eating, etc)
  • danni cerebrali: danni cerebrali nella zona dell’ipotalamo (regione del cervello coinvolta nella regolazione dell’appetito) possono portare all’obesità.

Comorbilità

comorbilità

L’eccesso ponderale è uno dei principali fattori correlati alle malattie croniche.

A livello psicologico, l’obesità può stravolgere completamente la vita di una persona: chi è obeso spesso viene isolato e sottoposto a una stigmatizzazione che rende difficile qualunque tipo di socialità. Gli obesi vivono una riduzione dell’autostima, isolamento relazionale, riduzione delle performances sociali, ansia, depressione, svalutazione e disprezzo della propria immagine corporea.

Cash ha indicato tre aspetti psichici evidenziabili  nel soggetto obeso:

  • l’incapacità ad affrontare il peso come problema
  • la svalutazione del corpo
  • la dismorfofobia

Il quadro organico di un paziente obeso presenta spesso le seguenti  malattie croniche associate:

  • malattie cardiovascolari
  • ictus
  • diabete
  • tumori (endometriale, colonrettale, renale, della colecisti e della mammella in post-menopausa)
  • malattie della colecisti
  • osteoartriti.

Altri problemi di salute associati a un eccesso di peso corporeo sono: ipertensione, ipercolesterolemia apnea notturna e problemi respiratori, asma,  aumento del rischio chirurgico, complicanze in gravidanza, irsutismo e irregolarità mestruali.

In Europa il sovrappeso e l’obesita sono responsabili di circa l’80% dei casi di diabete tipo 2, del 55% dei casi di ipertensione arteriosa e del 35 % di casi di cardiopatia ischemica.

obesita

L’obesità si associa ad una peggiore qualità della vita: le malattie associate all’obesità, sopra citate, riducono le abilità fisiche dei pazienti e richiedono terapie farmacologiche croniche che hanno effetti collaterali. Nell’ambito della vita sociale, i pazienti vivono discriminazioni in ambito lavorativo, difficoltà quotidiane nella ricerca dell’abbigliamento, nel modo di viaggiare così come in attività quotidiane come lavarsi o salire le scale.
L’obesità è inoltre un importante fattore di mortalità: in Europa,  il 7,7% di tutte le cause di morte sono riconducibili all’eccesso di peso, per un totale di 1 milione di morti l’anno. L’aspettativa di vita nella popolazione severamente obesa è ridotta (un accorciamento dell’aspettativa di vita di 7-10 anni), il rischio di morte cresce all’aumentare dell’indice di massa corporea e della circonferenza addominale.

Terapia dell’obesità

La complessità e multifattorialità dell’obesità richiede l’intervento di un team multidisciplinare attento alla narrativa del paziente, che esprime le difficoltà incontrate, nel passato e nel qui ed ora,  nel tentare di  recuperare un sano regime alimentare. Figure centrali sono: l’internista, l’endocrinologo, il nutrizionista, lo psichiatra, lo psicoterapeuta, il dietista, il fisioterapista e il laureato in scienze motorie.

A questi potranno affiancarsi, laddove necessario, altri specialisti per specifiche comorbosita.

Il programma terapeutico implica l’attivazione, spesso contemporanea, di uno o più interventi:

  • dieta ipocalorica e programma di rieducazione alimentare
  • attività fisica di tipo riabilitativo e compatibile con le condizioni cliniche del paziente
  •  intervento farmacologico (Orlistat)
  •  intervento psicofarmacologico
  • chirurgia bariatrica
  • intervento di psicoterapia cognitivo-costruttivista, individuale e/o di gruppo

I disturbi del comportamento alimentare quali bulimia, binge eating, night syndrome disorder, nibbling hanno spesso un ruolo fondamentale nell’aumento del peso ponderale e ostacolano l’adesione ad un programma alimentare.

Proprio per la frequente comorbilità con disagi psicologici, è spesso centrale un sostegno e/o un vero e proprio intervento psicoterapeutico, individuale o di gruppo, fondato su un alleanza terapeutica, mirato a

  • favorire le abilità di regolazione emotiva
  • mangiare in modo consapevole, attraverso il riconoscimento della fame/sazietà
  • potenziare le capacità di tollerare lo stress

E’ essenziale che il paziente acquisisca tali capacità emotivo-cognitive poiché l’obesità è una malattia cronica e pertanto la gestione corretta del peso deve durare per tutta la vita, rappresentando un vero e proprio esercizio di educazione alla salute fisica e psichica.

La stabilizzazione del peso nel tempo è vincolata al raggiungimento di un equilibrio psicofisico.