Complicanze mediche dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)

Complicanze mediche dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)

I Disturbi del Comportamento Alimentare si caratterizzano per la presenza di numerose complicanze, sia dal punto di vista psicologico (rischio di suicidio, depressione, impulsività e utilizzo incongruo di sostanze psicoattive, dai farmaci alle droghe), sia dal punto di vista fisico.

In particolare, le complicanze mediche dei disturbi del comportamento alimentare si estendono a diversi organi e apparati, con gravità variabili a seconda dello stato di malattia, della durata dei sintomi o della loro gravità, e non sempre sono reversibili attraverso la riabilitazione nutrizionale.

Alcuni apparati e organi infatti in molti soggetti restano compromessi dalla denutrizione o dalle pratiche compensatorie utilizzate per perdere peso, tra questi l’osso, lo smalto dei denti, il fegato ed il rene.

Gli apparati che possono essere interessati dalle complicanze sono soprattutto:

  • apparato cardiocircolatorio (danni al muscolo cardiaco, molto gravi e con esiti anche mortali)
  • apparato gastrointestinale (lesioni ulcerative a esofago e stomaco, rottura di stomaco, riduzione della motilità intestinale, difficoltà digestive, statosi epatica, epatite acuta, pancreatite)
  • apparato muscoloscheletrico (riduzione della massa muscolare e ossea, con osteoporosi da moderata a grave)
  • apparato genito-urinario (amenorrea, sterilità, insufficienza renale acuta o cronica)
  • sistema Nervoso Centrale (riduzione della performance cognitiva, perdita di memoria e concentrazione)
  • sistema Nervoso Periferico (parestesie, cioè formicolii e perdita della sensibilità agli arti)

Gli effetti del vomito autoindotto e del consumo di lassativi e diuretici

Lo squilibrio idro-salino dovuto al digiuno e soprattutto all’uso di lassativi, diuretici o vomito rappresenta una delle prime cause di danno fisico nei disturbi alimentari. Queste complicanze sono tipiche della Bulimia Nervosa e della Anoressia Nervosa con condotte di eliminazione.

Ipopotassiemia, iponatremia, ipocloremia

La perdita di potassio, sodio e cloro provoca complicanze metaboliche (alcalosi, chetonuria), renali e cardiovascolari, sia in forma acuta sia cronica. I sintomi di uno squilibrio idroelettrolitico sono: sete, vertigini e ritenzione idrica, che causa gonfiore a gambe (edemi declivi) e braccia, debolezza, apatia, tic e spasmi nervosi.

In particolare, vomitare dopo avere assunto ingenti quantità di acqua (pratica molto diffusa nel tentativo, peraltro vano, di eliminare tutto quello che si è ingerito) crea un profondo e immediato cambiamento nell’equilibrio idrosalino, che ha come sintomo spossatezza, tremori e tachicardia e può esitare in aritmie cardiache anche gravi (dalla tachicardia sinusale alla fibrillazione ventricolare). I danni renali più frequenti sono la nefropatia ipopotassiemica e la calcolosi renale.

Infiammazione delle ghiandole salivari

Le ghiandole salivari risentono del vomito autoindotto e vanno rapidamente incontro a tumefazioni molto evidenti per aumento della produzione di saliva e per lo squilibrio idrosalino che si crea vomitando.

Le ghiandole salivari infiammate si gonfiano, ma possono anche produrre calcoli di dimensioni variabili, che possono ostruire i dotti salivari e provocare un intenso dolore. La ghiandola parotide in particolare gonfiandosi tende a modificare la fisionomia del volto, dando al viso un aspetto tondeggiante; il fenomeno è reversibile generalmente in qualche settimana con l’astensione dalle pratiche compensatorie (sopratutto vomito).

Gli effetti della malnutrizione nei DCA

La malnutrizione presente nei vari quadri di Disturbo del comportamento alimentare (DCA) si manifesta con una generale riduzione del metabolismo basale (il corpo percepisce le carenze nutrizionali e inizia a ‘risparmiare’, limitando il consumo di energia), che si ripercuote velocemente sulla funzionalità della tiroide ( diminuzione dell’ormone FT3) che regola tra le altre la temperatura corporea (freddo alle estremità) .

La carenza di proteine è spesso responsabile della comparsa di gonfiore ed edemi alle gambe e al volto, ed è un segno grave, perché correlato ad un’aumentata mortalità.

Queste complicanze sono tipiche della Anoressia Nervosa, sia nella forma esclusivamente restrittiva sia nella forma con condotte di eliminazione.

Complicanze cardiovascolari

Le principali complicanze cardiovascolari legate alla malnutrizione riguardano alterazioni sia delritmo cardiaco (bradicardia e ipotensione arteriosa, ma anche tachicardia) che della normaleanatomia del cuore (dal prolasso della valvola mitralica, alla diminuzione dello spessore delle pareti cardiache, o atrofia, al tamponamento cardiaco per raccolta di liquido tra i due foglietti che ricoprono il cuore).

Complicanze gastrointestinali

L’apparato grastrointestinale è tra i più direttamente colpiti nel caso di malnutrizione e di meccanismi compensatori; i soggetti con disturbi alimentari soffrono spesso di dolori e gonfiori addominali, specialmente dopo il pasto, digestione rallentata e difficoltosa, stitichezza, esofagite. In un terzo circa delle persone colpite da Anoressia Nervosa si riscontra un innalzamento delle transaminasi, dovuto a sofferenza epatica

L’ecografia epatica dimostra spesso un quadro di steatosi ‘fegato grasso’, secondario alla denutrizione.

Un’altra complicanza più rara ma temibile perché potenzialmente mortale è la pancreatite acuta.

Complicanze a carico di ossa e muscoli

Osteoporosi e fratture spontanee sono dovute a una diminuzione dei livelli di estrogeni conseguente all’amenorrea o alla malnutrizione. In alcuni casi si osserva un aumento delle CPK, per aumento del catabolismo muscolare, in seguito ad iperattività fisica e alla denutrizione (il muscolo, in caso di deficit proteico, si ‘autodigerisce’ per fornire le proteine e gli aminoacidi necessari ad altri organi); può comparire una profonda debolezza (astenia), legata alla perdita di massa muscolare.

Alterazioni ematologiche e immunologiche

La riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue (anemia), la riduzione del numero di globuli bianchi (leucopenia) e di piastrine (piastrinopenia o trombocitopenia), unite ad anomalie di vario genere della funzione immunitaria sono frequenti alterazioni che si manifestano nei pazienti affetti da DCA a seguito della grave malnutrizione.

Amenorrea

Assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi. L’amenorrea si verifica in seguito a una anomala secrezione di alcuni ormoni ipotalamici, che a loro volta determinano una riduzione dei livelli diLH, FSH ed una bassa produzione di estrogeni da parte dell’ovaio. La ridotta secrezione pulsatile dell’LH da parte dell’ipofisi causa una regressione ad un quadro prepuberale, con riduzione delle dimensioni dell’utero e delle ovaie.

Atrofia cerebrale e anomalie neurologiche

Alterazione causate da un deficit di sostanza bianca e grigia: allargamento dei solchi,  dilatazione dei ventricoli cerebrali; diminuzione dell’attenzione, della capacità di concentrazione e della memoria, con deficit di abilità visuospaziale. Mentre le variazioni a carico della sostanza bianca e all’allargamento dei ventricoli ritornano alla normalità successivamente al recupero del peso corporeo, il deficit di volume della sostanza grigia può diventare irreversibile.

Rischio di morte nei DCA

Nei pazienti affetti da un disturbo del comportamento alimentare, sia in fase acuta sia  in fase cronica di malattia il rischio di morte è elevato. Le cause di morte sono legate a:

  1. complicanze del vomito e dell’abuso di diuretici/lassativi;
  2. complicanze della denutrizione;
  3. suicidio.